La seconda guerra persiana

Seconda guerra persiana.

Morto Milziade, la cittadinanza ateniese si divise in due partiti: quello progressista dei ceti popolari e mercantili era guidato da Temistocle che voleva preparare la città contro una nuova offensiva persiana; quello conservatore guidato da Aristide voleva difendere i ceti agricoli ed era incline all’intesa coi Persiani e si opponeva al potenziamento della flotta che avrebbe aumentato il peso militare del popolo, perché i rematori erano reclutati tra i teti. I progressisti ebbero la meglio, perché i Persiani si stavano preparando ad un nuovo attacco. Aristide (482) fu colpito da ostracismo e la vittoria di Temistocle permise ad Atene di procurarsi 100 triremi.

Dario iniziò i preparativi per una seconda spedizione, intensificati dal figlio Serse (496-465). Gli eserciti, varcato l’Ellesponto su due ponti di barche, procedevano attraverso la Tracia, la Macedonia e la Grecia settentrionale, mentre le flotte provvedevano ai rifornimenti. Nel 481 in un congresso panellenico a Corinto l’alleanza tra Atene e Sparta fu confermata. I Tessali e i Beoti, più esposti al pericolo, aderirono all’alleanza con freddezza; Argo si dichiarò neutrale. Il comando generale fu affidato agli Spartani.

Nella primavera del 480, Serse mosse da Sardi. Sparta, che voleva concentrare le difese a Corinto, lasciò la Tessaglia al nemico: solo modesti contingenti furono inviati alle Termopili, mentre la flotta guidata da Temistocle si schierava al capo Artemisio nell’Eubea settentrionale. Nel luglio 480 l’esercito persiano ebbe la meglio sulle poche migliaia di opliti schierati alle Termopili; solo i 300 Lacedemoni comandati da Leonida riscattarono l’errore commesso da Sparta.

Temistocle si precipitò con la flotta ad Atene e ordinò che la popolazione fuggisse a Salamina ed Egina. Si appostò con le navi nello stretto di Salamina. Serse, occupata l’Attica e devastata Atene, ordinò di attaccare la flotta. Ma gli Ateniesi aggirarono le navi persiane e le incalzarono di fianco. Temistocle seminò il caos nella flotta nemica e la costrinse a ritirarsi nel porto del Falero. Serse si convinse che non poteva battere i Greci e rientrò con le navi e parte dell’esercito in Asia Minore, affidando le altre truppe al generale Mardonio.

Trascorso l’inverno in Tessaglia, nel 479 quest’ultimo invase l’Attica. Venuto a sapere che il generale spartano Pausania stava muovendo verso la Beozia, Mardonio che rischiava di essere chiuso in Attica si ritirò presso Tebe, sua alleata. Lo scontro tra i Persiani e i Greci avvenne in agosto presso Platea e si risolse con una vittoria greca. Mardonio morì sul campo. Negli stessi giorni la flotta ateniese sbarcò in Asia Minore presso il promontorio di Micale e distrusse un campo di Persiani. La Ionia si ribellò, scacciò i funzionari persiani e entrò nell’alleanza ellenica.

Published in: on December 12, 2013 at 5:51 pm  Leave a Comment  

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